I VECCHI PARRUCCONI

Dopo una bella chiaccherata con la Laurinha, sono andata a consultare il sito della fira del libro di Torino. Già, perchè i due paesi ospiti d'onore quest'anno sono il Portogallo ed il Brasile. Da buona lusitanista (o portoghesista, come diceva il saggio) mi sono lasciata prendere dalla subitanea gioia. Bene bene, mi dicevo, finalmente si apre un po' il panorama sulla cultura e la letteratura portoghese, ignorata dai molti e bistrattata dai pochi, visto che è il paese ospite d'onore gli sarà riservato più spazio e finalmente verranno presentati anche autori nuovi, emergenti, o semplicemente verranno riscoperti autori che sono stati ignorati oin passato.
...
Ho visto il programma. Ed ho notato che ci saranno sempre le solite facce, mosse dai soliti vecchi parrucconi. Con tutto il rispetto, la letteratura portoghese non si farma a José Saramago. Che è premio nobel, si, ma esisterebbero anche altri autori. Ma voglio passare il Saramago della situazione...Chi ti invitano poi? Gli immancabili Mia Couto e José Eduardo Agualusa. Cristo santo, un plauso al presenzialismo!!Questi due non mancano mai! E io non li sopporto più. Innanzi tutto credo che esistano autori un po' più rappresentativi della letteratura angolana e mozambicana dei due signori sopra menzionati. E poi vabè, bravi, hanno scritto dei bei libri, li ho apprezzati, ma ora basta. Sono diventati ripetitivi. E non sopporto più questa loro attrazione (tipicamente europea, direi), per il magico e il misterioso dell'Africa. Cari miei, per quanto facciate i filantropi e gli africani, non vi scorre sangue d'Africa nelle vene. E sembrate veramente i primi europei che arrivavano in Africa e si stupivano di tutto.
C'è modo e modo ti trattatre il "magico" ed il "meraviglioso". Anche Ungulani Ba Ka Khosa e Ondjaki utilizzano il magico ed il soprannaturale, ma in modo del tutto diverso. E basta dire che la lettratura aficana è tale se c'è questo richiamo all'animismo o alla magia! Ragioniamo ancora per stereotipi, profondamente razzisti, tra l'altro. E allora datemi un Pepetela, che sarà portoghese anche lui ma per lo meno s'è fatto la guerra d'Angola e riesce a spaziare tra i veri "motivi" della letteratura considerata africana. Almeno lui fa (o cerca di fare) un ritratto della società angolana, delle trasformazioni di un paese. Sono stanca di buonismi e storie abesonhadas. Non voglio nè sogni, nè benedizioni.
E per la sagra del visto e rivisto, del trito e ritrito, ecco a voi l'insopportabile Paulo Coelho che imperversa nello stand del Brasile, Miguel Sousa Tavares che ha scritto un bel libro ma te lo fanno uscì fuor dagli occhi e il buon Camané (per gli amici Canapè) a cantare un po' di fado. Niente contro Camané. Ma ogni tanto, contattare qualche altra persona?? Possibile che il Portogallo sia rappresentato solo e sempre dai soliti volti? Pare che in Portogallo abitino 5 persone: 3 scrittori e due fadisti.
Ma datemi qualcosa di nuovo, qualcosa che nutra il mio spirito e la mia anima, che mi appassioni, che mi ampli gli orizzonti!Ma datemi un altezzoso e vecchio Cesariny che mi parli del surrealismo, datemi uno scorbutico Lobo Antunes che tratta male chi gli chiede gli autografi (e con lui mi son mantenuta sul conosciuto), poratemi poeti come Aguiar, la Haterly, la Alidia Lopes! Dite qualcosa sul mio Mario-Henrique Leiria ed i suoi gin-tonic, portatemi l'ironia di Miguel Esteves Cardoso, fate cantare qualcun'altro che non sia Camané, risparmiateci il fado, o per lo meno portate anche chi lo ha innovato un po', insomma, cambiate, diamo un'immagine differente del Portogallo.
Sono stanca di autori istituzionali, alcuni anche un po'sopravvalutati, esportati in Italia perchè "ormai son famosi" e perchè ci sono editori che hanno l'esclusiva e allora bisogna privilegiare questi invece di quelli. Sono stanca dei giochini politici anche in letteratura. Sono stanca di vedere queste accolite di parrucconi che decidono CHI fa la letteratura...E questa è la realtà che circonda la letteratura portoghese, specialmente in Italia. Poche teste che decidono CHI vende, CHI è importante, CHI traduce. Monopolio completo. e poi ci lamentiamo che non si va avanti.
Ha ragione la Laurinha quando si chiede chi è peggiore in questo campo, se l'italia o il Portogallo...
E non mi spiego perchè il mio amico Zé Luis Peixoto non sia nella lista dei fantastici autori presenti...Eppure, anch'egli, è diventato un must!
Ecco, si, nonostante la levata alle 6:30 di mattina (ORRORE!) per venire a lavorare (ancora più ORRORE!), nonostante il sonno atavico che mi porto appresso da tempo ormai immemorabile, oggi mi sento particolarmente contenta. Deve essere che ieri la Sarina mi ha mandato un messaggio dicendomi che è in Italia.
La Sarina è una delle mie più care amiche. E' veramente una persona splendida, ha un cuore grandissimo. E mi fa morire dal ridere. Ormai è da anni a fare compagnia ai danesi. Meno male che è tornata, anche solo per pochi giorni (resi ancora meno dalle mie gite di lavoro, vero, ma che s'ha da fa'pe'campà!)...Ma já da para matar a minha portuguesissima saudade!!
Dio salvi gli inglesi!
Ora, non per parlare seNpre delle passate elezioni, ma per me sono ancora una ferita aperta che urla vendetta...O quasi. Riconoscere che un italiano su due dopo 5 anni di DISASTROSO e DISASTRANTE governo della destra continua a pensare che fondamentalmente questi loschi figuri non abbian lavorato male mi ha distrutto nel profondo. In relatà mi ha fatto quasi pensare che avesse ragione Sirvio. Allora realmente l'Italia è un paese di benessere, un paese di ricchezza e di felicità. Se per me non è così il problema è mio, non della nazione. Dunque, nel bel mezzo della mia crisi di identità e profonda prostrazione tipoca dell'elettore di sinistra, stavo considerando l'unica alternativa possibile ad un probabile Berlusconi bis. LA FUGA!!!
Orbene, mi dicevo, ma dove?
E mi è sovvenuta alla mente la proverbiale organizzazione degli inglesi. Oh yes, io adoro gli inglesi per questo!! Sono splendidi!! Riescono ad aver una soluzione quasi credibile per tutto mentre io continua a vagare e disperdermi in modo del tutto italico nelle mille pòossibilità dell'esistenza!! Adunque mi tornano alla memoria due giovini inglesi con cui ho avuto il piacere (le risa!) di condividere una casa a Lisbona (e oltre agli inglesi c'era un sudafricano, un portoghese, un'italiana, un cane, poi due cani, poi è arrivato un brasiliano e sono andati via i cani...InZoma, un porte de mare). I due anglosassoni vivevano li in Alfama e giusto perchè in casa c'era tanto spazio e si sentivano soli ebbero la brillantissima idea di prendere un cane e di battezzarlo col nome di TATANKA. In pratica il nome era più grosso del cane. Il quale cane s'è però dimostrato un instancabile e malvagerrimo pisciatore in casa. Una cosa veramente siNpatica, debbo dire. Ecco che, dopo 3 giorni che avevan preso il canino, lei scopre di essere allegramente incinta.
E qui viene data prova dell'organizzazione mentale che ogni inglese porta con se come imprintig naturale!
Dunque, io ero in attesa di sentir recitare un rosario di nordiche bestemmie (io starei ancora a recitalo) e invece...No. La situazione si considere in modo fermo e razionale, si soppesano pro e contro di utte le varie possibilità che ci si presentano davanti, si fa una specie di progetto e li si decide. Mi hanno fatto vedere un loro appunto su cui stavano ragionando. C'erano scritte una sotto l'altra le varie ipotesi di dove andare a vivere la loro vita col pargolo che sarebbe arrivato. Ed ogni ipotesi presentava i lati positivi e quelli negativi. Del tipo
e così via. Hanno deciso per l'Inghilterra. Il cane l'hanno lasciato li ad una mia amica, con l'idea di venirlo a riprendere non appena avesse fatto tutti i vaccini. Però poi Tatanka è morto. Poverino. Io ripenso ancora a quel foglietto con tutte le possibilità, messe in fila e valutate razionalemente, in un momento piuttosto drammatico, perchè comunque non è facile pensare che avrai un figlio quando sei giovane, senza un soldo, senza lavoro e non hai pensato alle prospettive. Coninuo ad ammirare molto gli inglesi per questa loro dote. Ma ammetto che questa organizzazione mentale sovraumana mi fa anche un po'senZo. E continuo a penZare dove diavolo emigrare. èp!!
A fronte della risicata e poco rincuorante vittoria elettorale, a fronte di tutte le mie amiche che già ce l'hanno, a fronte dei miei sonori giramenti di scatole che non posso calmare a voce, pena il licenziamento, mi vedo costretta a farmi il blog. Per lo meno il blog non mi licenzia se m'incazzo o non lo caco nemmeno di striscio.
Cà estamos!