LITTLE SWEET THINGS
Perché nonostante tutte le cose che succedono, nonostante le paranoie e le depressioni caspiche, ci sono delle cose da salvare. E che salvano.
Piccole o grandi che siano, sono i piccoli piaceri della vita, sono quello che mi identifica.
Il Moleskine nuovo, che tengo sempre in borsa per annotare ciò che mi passa per la mente o quello che vedo. Una specie di venerazione per il Moleskine. Mi pace toccarlo, aprirlo, sfogliarlo.
Il mio aspetto anni ’60-’70. Il demodè.
Le fotografie che ho fatto. Soprattutto quella fatta a Castel del Monte. Perché quel luogo per me è un po’ il centro del mondo. La cattedrale laica dello scibile. Una filosofia che sta dietro alla costruzione. E’ Federico II, ciò che è legato a lui per me ha un valore tutto particolare.
Il paesaggio che si vede sul tratto della A1, da dopo Scandicci fino verso Monte San Savino, specialmente nel tratto di Firenze Certosa. Le colline, i cipressi, i vigneti, la Certosa, bellissima, che spunta. Ma soprattutto è l’ora, che condiziona la luce di cui si bagna il paesaggio. Quella più bella è quella vicina al tramonto. Non al tramonto, ma li vicino. Quando il sole regala quella luce gialla e aranciata, che riveste di calore le colline. La luce più bella per le fotografie. La luce calda, la luce dorata. Per questo non mi ha mai affascinato l’alba. L’aria pungente, il cielo terso, la luce trasparente e fredda. E’ la luce del giorno che muore che mi piace. Il rosso, l’arancio, l’oro dell’autunno. La migliore interpretazione è sempre alla fine dello spettacolo, non all’inizio.
I pomeriggi in radio con Lisa e Zanna, che mi concedono lo spazio per le mie recensioni improbabili; e è non sono solo le recensioni, chiaro. E’ la loro compagnia e le loro battute. E’ il divertimento puro. E poi sentirsi chiedere di restare anche in un altro programma per passare ciò che io ascoltavo a Lisbona. E stare li, un’ ora e mezza a parlare i lei, di Lisbona, lei che mi ha rubato gli occhi, e passare con enorme soddisfazione A Naifa, Os Humanos e i Sétima Legiao, per il piacere di condividere una musica che non arriva fino a qui ma che è stupenda. E poi sentire che è stata apprezzata, non solo da chi era in radio in quel momento, ma anche da chi ascoltava. E sentirsi dire “torna”, avere l’opportunità di passare altri pezzi che per me sono una meraviglia.
Le buone chiacchierate.
Il buon vino.