MEME(NTO MORI????)
Meme. Io fino a poco tempo fa ne ignoravo l’esistenza ed il significato, di questa parola. Meme? Cos’è? E’ tipo “acqua” detto da un infante? Mah!
Poi alla fine i miei due neuroni hanno connesso: è “me – me”, tipo “io – io”. Un giuocariello dove si dicono alcune cose su se stessi (tanto perché l’egocentrismo e l’autocelebrazione non fanno nemmeno parte di me) e poi si gira la palla ad altri ignari astanti. Che si spera ti considerino, per lo meno.
E allora ecco, io ringrazio il Digito, che mi permette di fare il mio primo meme. E questo meme dice di indicare 6 cose che mi piacciono.
E allora comincio con a me me piace:
1) A me me piace… Lisbona.
Il mio più grande amore. Non amerò mai nessuno come quella città. Mi è entrata nel sangue e mi manca come l’aria. Distante e lontana, è più di un anno che non la vedo. Un tempo incredibile, incommensurabile per me che ogni due mesi ero là. E’che lei torna prepotente. E mentre guardavo delle cose mandate via mail da alcuni amici che abitano li, mi si è stretto il cuore. Pensando a lei. Alle strade, ai rumori, alle voci, agli odori, a Praça do Carmo. Ai caffé o le birre nel tardo pomeriggio. Alla musica del suo scorrere con me. E ditemi che questo non è amore!
2) A me me piace…Il mare.
E’ un po’ un corollario di Lisbona. Si, lo so…Lisbona è sul fiume. Ma è talmente grande che sembra mare.
Il mare mi rilassa, mi ritempra, mi riempie. Mi libera da tutti i pensieri, mi lascia in sospensione. Più del volare, il rimanere nell’acqua, sospesi, sospinti, liberi da tutto.
E poi il mare è l’infinito. E’ poter vedere finalmente l’orizzonte. La linea dell’orizzonte senza niente altro davanti. Il mare è la vita. Prima o poi mi trasferirò sul mare. A Livorno, voglio andare.
3) A me me piace…Viaggiare.
Bella forza, eh? A chi è che non piace?
E’ per il viaggio che ho scelto il mio lavoro. Per lo meno, la parte che riguarda l’accompagnamento. Io mi sono sempre definita una nomade stanziale: non mi piace il viaggio dove in 10 giorni si vedono mille cose. Io ho bisogno di tempo. Mi devo fermare. Vedere. Assaporare. Capire il ritmo del posto. Mischiarmi con la gente. Scambiare uno sguardo, un sorriso, un’intesa con loro. Arricchirmi con la loro cultura.
Come diceva de Andrè, per la stessa ragione del viaggio, viaggiare.
4) A me me piace…Il fuoco.
Non in quanto elemento, anche se mi piace pure quello. Il fuoco come passione. Anche se non sembra, sono sanguigna e passionale. In tutto quello che faccio devo sentire la fiamma, l’ardore, devo sentire bruciare. Mi sono scottata, mi sono bruciata, perché ancora non so prendere le misure. Ma che ,misure puoi prendere con il fuoco? Se lo misuri lo imbrigli, lo limiti, lo controlli e muore. Mi brucerò ancora, spero. Il fuoco di un cuore che incendia la mente può fondere il ghiaccio del marmo bollente. Lo diceva Giovanni Lindo quando era ancora in se.
5) A me me piace…La musicalità dissonante.
Nella teoria della comunicazione le persone si dividono in tre tipologie: visivo, auditivo, cinestesico. Al corso per diventare guide turistiche ci fecero fare un test, per capire a quale di queste tipologie appartenevamo. Un mio collega arrivò diritto e senza ombra di dubbio a dire che io ero auditiva, per come usavo la voce, per un modo musicale che ho di parlare, per il fascino che ho per i suoni. Li per li non mi pareva. Ora dico che aveva visto più lontano di me.
Si, l’aspetto auditivo per me è tanto. Mi affascinano i suoni, le voci, i timbri. Mi piace ciò in cui riconosco una certa musicalità, spesso fatta di dissonanze. Anche nella musica vera e propria sono le dissonanze che mi prendono. Quel qualcosa che rompe la perfezione fine a se stessa. Un violino stridende. Un Hammond troppo forte. I bassi in controtempo.
E’ il particolare inaspettato che mi fa rimanere a bocca aperta, incollata a quel qualcosa. Me ne sono resa conto qualche sera fa, mentre parlavo con un ragazzo, completamente rapita dalla sua voce e dal suo leggerissimo ma per me chiaro accento laziale. “Non se ne accorge mai nessuno. Hai orecchio per queste cose”. E’che sono le sfumature che fanno il quadro, non i colori netti.
Gli studi che ho fatto, scopro ora di averli fatti soprattutto per i suoni. I suoni forti e taglienti, e così profondamente eleganti dell’inglese britannico. La musicalità profonda e affascinate del portoghese continentale. E’ tutta musica, questa. Con le sue meravigliose, irripetibili dissonanze.
6) A me me piace…Potermi fidare di qualcuno.
E’ per quello che adoro i miei amici. Perché mi posso fidare. E non capita spesso di potersi fidare. Mi capita sempre più raramente. E forse per quello, quando vedo una luce, che poi magari è solo un abbaglio, spicco il volo, apro le braccia e mi apro io. Sbagliando. Perché do tutte le armi per ferirmi a morte. Convinta che dai miei amici non verranno usate. A volte succede. Ma non erano amici, allora.
Ecco, sei cose che mi piacciono. Poi vabbè, ce ne sono anche altre. Ma sei ne dovevo dire, sei ne ho detto.
E ora devo girare la palla. Io la giro alla Sama, al buon Paolazzzi, allo Zanna, al ritrovato Scacchino (che mi odierà per i meme, ma tanto sta lontano…ahahah!!!!)…E basta. Non sono sei, ma abbiate pazienza, io mi devo far riconoscere.
